PAGANINI - Guardiani Italiani

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PERSONAGGI > I GUARDIANI


«Gli diceva infatti:
«Esci, spirito immondo, da quest'uomo!».
E gli domandò:
«Come ti chiami?».
«Mi chiamo Legione» gli rispose, «perché siamo in molti».»
(Marco 5,8-9)

Senza riuscire a ricordare come ci sia arrivata, la giovane Nicoletta si ritrova tra le rovine della "Chiesa Vecchia" di San Nicolò, l'affascinante edificio decadente, senza tetto, situato nel punto più alto della Bajardo medioevale, comune nella valle Armea, in Liguria. Ha riconosciuto subito il luogo, essendoci stata più volte durante le manifestazioni celtiche che si tengono nel paese, ma sicuramente, ora, si tratta di un sogno, non può trovarsi realmente lì! La ragazza, infatti, ricorda che era a casa sua, a Laigueglia, e stava suonando il suo amato violino, prima di ritrovarsi tra i ruderi dell'antico edificio. Doveva essersi addormentata e, ora, sta vivendo uno di quei sogni lucidi che ogni tanto le capita di avere. Già, non può che essere così. Non è realmente in quel luogo e lo intuisce anche dal fatto che non ha la sua mascherina per proteggersi dal virus, senza la quale non sarebbe mai uscita di casa.
«Sono costretto a contraddirti, giovane Nicoletta, questo non è un sogno!»
La voce proviene alle sue spalle e quando si volta, la ragazza vede la figura di un vecchio in strani abiti religiosi di colore rosso vivo e con una scintillante aureola che gli fluttua sopra la testa.
«Piacere, San Nicola di Bari, noto anche come San Nicola di Myra o San Niccolò. Preferirei, comunque, che mi chiamassi "Sinterklaas", come usano chiamarmi in Olanda, suona meglio e fa figo!»
«Cosa?!»
«Il mio nome, preferisco che mi chiami... aspetta, ti vedo ancora un po' disorientata! Okay, ricominciamo... Sono il famoso San Nicola di Bari, conosciuto nei secoli in tutto il mondo come santo benefattore e oggi patrono di marinai, pescatori, farmacisti, profumieri, bottai, bambini, ragazze da marito, scolari, avvocati, prostitute, nonché delle vittime di errori giudiziari e chi più ne ha, più ne metta! E non per tirarmela, ma la mia figura ha anche dato origine alla tradizione di Babbo Natale, che si perpetua, per giunta, grazie a miei fidati collaboratori... altro che quella famosa bevanda che vanta di aver creato l'odierna figura di Santa Claus!»
Nicoletta è ancora più disorientata, ma prova ugualmente a intavolare quella stramba conversazione. D'altronde, pensa, se si tratta di un sogno lucido può e deve condurre il gioco.
«Non è un sogno, mia cara, te l'ho già detto! Ti trovi realmente qui tra le rovine di questa antica chiesa e ti ci ho portato io.»
Il vecchio può leggerle nel pensiero, quindi è indubbiamente un sogno, ma tanto vale stare al gioco.
«Okay, diciamo che questo non è un sogno. Perché mi hai portato qui?»
«Perché ti conosco e ho bisogno del tuo talento. Sei un genio del violino, come d'altronde lo era il tuo antenato... vero, Paganini?»
«Mio antenato? Non credo, è un cognome che portano in molti. Piuttosto, come fai a conoscermi?»
«La conoscenza è prerogativa di noi santi, e io ti conosco bene! Nicoletta Paganini, "Nico" per gli amici. Hai sedici anni, quasi diciassette, vesti in modo strano e studi arte, ti sarebbe piaciuto frequentare il Conservatorio Niccolò Paganini a Genova per approfondire la conoscenza del violino, ma non l'hai fatto perché ti vergogni del tuo cognome. In effetti, suonare proprio quello strumento, portando il cognome di un antenato tanto popolare, può generare qualche insicurezza!»
«Magari fosse davvero mio antenato, forse a quest'ora sarei ricca. Comunque mi piace studiare disegno, sogno di disegnare manga, il violino è solo un hobby!»
«AHAHAH! Solo un Hobby? Suoni divinamente, Nicoletta, e lo sai! Altrimenti non saresti qui!»
«Ecco, giusto, che ci faccio "qui"?!»
«Prima di rivelarti cosa ci fai qui, devo parlarti proprio di lui. So che conosci bene il tuo avo musicista, quindi sai che ciò che Niccolò Paganini realizzò, nella prima metà dell’Ottocento, fu qualcosa di rivoluzionario! Sfidò, superandoli, i limiti di ciò che fino ad allora si poteva fare con il violino e ridefinì il significato stesso dell’essere musicista. Ancora oggi la sua figura è circondata da leggende legate al suo prodigioso genio e al famoso patto col diavolo da lui siglato per ottenere la fama e l’abilità necessaria per suonare il violino, contribuendo così a mitizzare la sua figura. Ma ciò che non sai, è che il diavolo c'entra solo fino a un certo punto, la verità è che il patto lo fece con il sottoscritto. Lo contattai per una missione di cruciale importanza. In cambio del suo aiuto, gli avrei donato un violino capace di sostenere il suo strabiliante talento per tutta la durata della sua carriera, uno strumento divino, di una tale potenza sonora che sarebbe stato capace di evocare e incatenare anche i demoni dell'inferno alla propria musica!»
«Wow! E lui accettò?»
«Ovvio che sì! Paganini curava in modo maniacale la propria immagine, alimentando il mito di sé stesso con oculate strategie di marketing, figurati se non avrebbe accettato di possedere uno strumento capace di tali prodezze! Tanto più che proprio nel momento in cui lo contattai, aveva da poco perso il suo violino al gioco, rimanendo senza uno strumento di sua proprietà con cui esibirsi. Sapendo già che l'avrei incontrato nel futuro, il violino che feci realizzare per il tuo antenato fu costruito, sotto mie direttive, molti anni prima, da Bartolomeo Giuseppe Antonio Guarneri, detto "del Gesù", ovvero il liutaio più bravo del mondo, che lavorava sotto benedizione divina! Era stato infatti il figlio di Dio in persona a donargli la capacità di infondere ad alcuni dei suoi strumenti un potere divino. Tuttavia, non gli fu mai concesso di rivelare al mondo questa divina collaborazione, se non attraverso la sua criptica firma. Guarneri, infatti, aveva un suo modo personale di "siglare" le sue opere d’arte, e cioè attraverso il cristogramma "IHS", con cui nel Medioevo veniva indicato il nome di Gesù Cristo. Per questa ragione, gli venne dato nel tempo il soprannome “del Gesù”, nomignolo con cui viene ricordato.»
«E il violino che costruì era quindi dotato di poteri magici?»
«La magia lasciala agli stregoni, dei quali ti parlerò a breve... no, cara Nicoletta, il violino di Paganini aveva un'anima divina, capace di far arrivare l'eco della sua musica fino alla volta celeste, deliziando le moltitudine angeliche.»
«Ma prima avevi parlato di demoni...»
«Anche, ma a questo ci arrivo dopo. Prima lascia che finisca di raccontarti cosa era in grado di fare il violino in possesso del tuo antenato, perché ciò che ho da rivelarti è legato allo stesso motivo che mi ha spinto a portarti qui. Allora, in verità, da destinare al tuo avo, c'erano ben due violini. Entrambi fabbricati da Guarneri del Gesù con il legno del medesimo albero. Il primo, che feci arrivare per vie traverse nelle mani di Niccolò, era il chiamato “Carrodus”, il quale, per l'appunto, è stato poi ricordato come “il Violino che Paganini perse al gioco”. Avevo già previsto tutto, ovviamente, e il primo violino, infatti, nelle mie intenzioni, serviva a far prendere confidenza al Maestro con la potenza che solo successivamente avrebbe potuto sprigionare attraverso il secondo strumento, che gli avrebbe permesso di esprimere appieno tutto il potenziale della sua maestria! E così fù! Il "Cannone", questo il nome che gli diede lo stesso Paganini in omaggio alla sua ricchezza e potenza sonora che riempiva le sale da concerto, era uno strumento fuori scala, ma non solo! Questo strumento era protetto da un'aurea divina e risultava indistruttibile. Una volta, una delle fiamme del musicista, in una scena di gelosia, afferrò il violino e, insieme alla sua custodia, lo scagliò sul pavimento. Questa andò in frantumi, ma il violino non riportò alcun danno. Questo, e altri aneddoti, ben presto, crearono un alone di mistero anche intorno allo strumento usato dal Maestro, che iniziò a essere visto come un oggetto fatto in dono dal demonio in persona. La verità, per quanto altrettanto incredibile, era che il violino fu un dono del divino. Tuttavia, visto che anche a Paganini non fu concesso di rivelare le origini celestiali del suo strumento, egli pensò bene di accentuare l'alone di mistero intorno all'oggetto, restando vago sul come ne fosse venuto in possesso e vantando di essere l'unico al mondo in grado di suonarlo senza correre alcun pericolo. In effetti, sarebbe comunque stato impossibile suonarlo per i suoi colleghi, che lo trovavano scordato e difficile da usare. Ma il violino era realmente pericoloso, perché ad esso erano legati i demoni!»
«I demoni?»
«Sì, demoni! Una moltitudine di demoni, imprigionati dal figlio di Dio in persona e pronti per essere usati qualora ce ne fosse stato bisogno! Conosci la storia del demone chiamato Legione? No, non la conosci... allora lascia che ti racconti la storia dell'indemoniato di Gerasa. Si tratta di un uomo che venne posseduto dai demoni e che aveva smesso di stare tra i suoi simili, vivendo tra le tombe, ma creando scompiglio. Nonostante fosse stato legato più volte con delle catene, l'uomo, grazie ai demoni, possedeva una forza sovrumana e riusciva a liberarsi sempre, costituendo un pericolo per sé e per i suoi simili. Ma un giorno incontrò Gesù e questi ordinò agli spiriti di lasciarlo libero. Il Figlio di Dio praticò un esorcismo e nel farlo chiese al demone di identificarsi. Questi gli rispose di chiamarsi "Legione", perché non si trattava di un solo spirito impuro, ma di un esercito di entità, coese, unite a formare una selvaggia orda demoniaca. I demoni, però, implorarono Gesù di non essere ricacciati all'inferno, in cambio della promessa di servirlo in battaglia. Il figlio di Dio, però, non si sarebbe mai servito di loro, ma acconsentì a preservarli dall'inferno legandoli alla sottomissione, qualora se ne fosse presentata occasione, ad un essere umano in possesso della capacità di controllarli.»
«Stai dicendo che Paganini poteva controllare i demoni?»
«Già, proprio così! il violino di Paganini era la catena che legava gli spiriti a sé e la sua musica era invece l'energia che avrebbe permesso a questi di scatenare la propria forza... sembra quasi la storia di uno di quei fumetti giapponesi che tanto ti piacciono, vero?»
«Mmm, non saprei, mi sembra una storiella un po' forzata, ma, comunque, sentiamo, qual'era la missione che dovevi affidare al mio avo?»
«Bene, un passo avanti, hai iniziato ad accettare l'idea che tu e il famoso violinista siete legati da un filo ora non più invisibile, giusto? Senti dentro di te che la storia che ti ho raccontato è vera e che questo non è un sogno, ammettilo!»
Nicoletta non può mentire. Durante il racconto del santo, infatti, ha iniziato a sentire man mano crescere una consapevolezza dentro di sé...
«Sì, è strano, e mi da anche un po' fastidio doverlo ammettere, ma qualcosa dentro di me si sta risvegliando. Come se ora fossi consapevole di essere destinata a qualcosa di più grande e che la chiave è sempre stata la mia musica.»
«Bene, stai iniziando a prendere familiarità con ciò che ti attende.»
«Ciò che mi attende?»
«Sì, sei qui perché io possa affidarti una missione che svolgerai grazie al tuo talento e al dono che sto per farti.»
«Un dono? Cioè dai il "Cannone" anche a me?! Ehm, intendo, stai dicendo che mi darai in dono proprio il violino del mio antenato?!. So che è custodito in un museo a Genova, e non credo che...»
«No, niente Cannone, per te ho in serbo qualcosa più in linea con il tuo look!»
«Uh, davvero? Ora sono curiosa! E qual è la missione? Si tratta della stessa che anche il mio antenato è stato chiamato a compiere?»
«Non esattamente, Nicoletta, la missione affidata a Paganini era diversa, ma l'approccio nel risolvere il problema sarà simile.. Tra poche ore accadrà qualcosa che fu previsto migliaia di anni fa, quando queste terre erano abitate dalle popolazioni celtiche. Il territorio baiardese, in un lontano passato, fu un importante luogo di culto per i druidi. I sacerdoti celti, proprio dove siamo ora, avevano infatti costruito un tempio in cui erano custoditi numerosi segreti. In questo luogo vennero preservati anche due oggetti dallo straordinario potere. Si trattava di due scudi, portati qui sul finire del IX secolo da un manipolo di guerrieri nordici guidati da Hastein, un famoso capo vichingo che intraprese numerosi viaggi per razziare. Durante quella che è stata una delle più famose razzie barbare, avvenuta nel Mediterraneo, egli, assieme ai suoi guerrieri, finì per approdare lungo la costa ligure, in Italia. Qui, spingendosi nell'entroterra, venne in contatto con i druidi con cui stipulò un'alleanza. In cambio del loro sapere, il guerriero non avrebbe toccato il loro villaggio. Ciò che il condottiero voleva dai druidi era che lo aiutassero a carpire il funzionamento degli scudi, la cui leggenda raccontava avessero il potere di evocare un potente esercito costituito da Draugar, creature non morte della mitologia norrena. Hastein, come i suoi contemporanei, credeva infatti che i draugar vivessero nelle tombe dei vichinghi morti e ne fossero il corpo, e che gli scudi gli avrebbero permesso di richiamarli a sé per asservirsene nelle sue razzie. In verità si trattava di creature provenienti da una dimensione alternativa, un limbo terrificante in cui erano confinate, e non avrebbero sottostato ad alcun comando. Quando i druidi riuscirono a far funzionare gli scudi magici, posizionandoli uno di fronte all’altro, azionandoli contravvenendo all’uso corretto, evocarono i Draugar che, giunti nel nostro mondo, fecero una strage tra i celti e i vichinghi, senza distinzione. Per fortuna, i druidi riuscirono a rispedire le terrificanti creature nel limbo in cui erano state confinate in precedenza e in comune accordo con il capo dei vichinghi, presero la decisione di dividere gli scudi. Uno di questi venne preso in custodia proprio da Hastein per essere portato verso sud, mentre dell'altro scudo, custodito dai druidi, nei secoli se ne persero le tracce.»
Il santo, vedendo la giovane accigliarsi, fa una pausa seguita da un cenno della testa, come a chiedere se il suo racconto sia stato da lei recepito. Nicoletta risponde leggermente in imbarazzo...
«Demoni, vichinghi, druidi, che casino! Ma cosa c'entra tutto questo con Paganini, anzi, con me?!»
«E' presto detto, mia giovane violinista. Gli antichi druidi riuscirono di nuovo a confinare i Draugar nel limbo da cui erano venuti, ma profetizzarono il loro ritorno proprio durante la notte che cade in questo giorno.... la notte di Halloween del 2020!»
Nicoletta sobbalza intimorita, mentre il santo continua...
«Devi sapere che ogni anno, durante la notte di Halloween, gli equilibri che tengono ben chiuse le porte del mondo del male diventano più deboli, ma, tuttavia, i sigilli resistono. Quest'anno, però, come ben sai, c'è stato un evento di natura inspiegabile e tutt'ora gli scienziati della Terra non ne sono venuti ancora a capo!»
«Parla del "Big White"?»
«Esattamente! Non c'è tempo ora per spiegarti di cosa si è trattato, ma sappi che quel lampo di luce bianca che ha investito non solo il nostro mondo, ma tutto il nostro universo, ha in qualche modo incrinato i sigilli che hanno permesso finora di tenere confinati i Draugar. Ma come hanno previsto gli antichi Druidi, durante questa notte, il "tempo oltre il tempo", l'istante di eternità, si spalancherà sulla dimensione in cui furono rispediti ... ma un nuovo Guardiano... tu, Nicoletta Paganini, potrai impedirne il ritorno!»
La giovane, ora, è seriamente preoccupata. Se tutta quella incredibile storia è vera, allora quello è il posto in assoluto in cui non sarebbe dovuta capitare!
«Signor Sinter... come preferisce chiamarsi, se quello che dice è vero io qui non ci voglio rimanere!»
«Ti facevo più coraggiosa, ragazza, sai? La mancanza di fiducia in te stessa è il tuo più grande nemico. E' come per la musica, tu suoni per te stessa, sei un genio del violino, ma nessuno ti conosce perché hai vergogna di esporti. Dovresti aprirti al mondo, lasciare che gli altri possano godere del tuo talento! Hai mai pensato di usare i social per affermarti come musicista? Prendi esempio da Lindsey Stirling! Usa YouTube, Instagram o anche Tik Tok oggi... Facebook, lascia perdere che ci girano solo i vecchi come me...»
«Ma lei è sicuro di essere un santo? Comunque, che c'entra il fatto che nessuno sa che suono il violino con la paura di trovarmi in mezzo a un'orda di non morti... come ha detto che si chiamano?»
«Draugar! E, tecnicamente, non sono non morti, piuttosto esseri metafisici che possono mutare forma e "nuotare" attraverso la materia, portando alla morte o anche solo rendendo folle di terrore un essere umano che ha la sciagura di vederli. Difatti, basta anche solo uno sguardo per perdere il senno.»
«Bene, allora basta, me ne voglio andare via da qui, che sia un sogno oppure no, ora chiudo gli occhi e mi sveglio!»
La giovane chiude gli occhi pensando intensamente che desidera solo risvegliarsi nella sua cameretta e che sicuramente sua madre è nella stanza accanto a preparale una bella tazza di cioccolata calda.
«Okay, Nicoletta, apri gli occhi! Questo è il mio regalo!»
Quando la ragazza riapre gli occhi, ha un sussulto alla vista dell'oggetto che fluttua davanti a sé. E' un violino, dalla foggia strana e inusuale, con la cassa armonica realizzata in modo da ricordare un inquietante teschio di colore bianco. Mentre cerca di capire come possa suonare un simile violino, le sue mani si muovono da sole bramose di afferrare lo strumento e il relativo archetto, anch'esso fluttuante.
«AHAHAH! Ti stanno brillando gli occhi, altro che passione per il disegno, Nicoletta, tu sei nata per suonare il violino!»
A vedere la felicità della ragazza nel tenere in mano lo strumento, San Nicola si complimenta fra sé, pensando che dopotutto non è un caso che la sua figura è alla base della tradizione di Babbo Natale...
«Quest'anno Natale è arrivato a Halloween! Allora, ti piace, sei contenta? Il design è una mia personale intuizione, per renderlo in linea con il tuo look un po’ dark...»
«Sì, bello! Ma, a parte che probabilmente tra un istante mi sveglierò delusa di non avere tra le mani questo violino, che dovrei farci? Suonare per controllare i Draugar che da un momento o l'altro irromperanno nel nostro mondo?»
«No, assolutamente! Come ho detto, quelle creature non sottostanno ad alcun controllo... tu suonerai per controllare il demone Legione che combatterà i temibili Draugar! »
«Cosa?!!»
«Tranquilla, Nicoletta, sono sicuro che la tua musica sconfiggerà il nemico! Ora, attenta, il momento è giunto!»
Il santo spinge la giovane verso l'altare intimandole di salirvi sopra.
«Ascoltami attentamente, ragazza! Quando la chiesa intorno a te inizierà a sparire, per prima cosa devi chiudere gli occhi e nella maniera più assoluta non dovrai riaprirli prima che tutto sia finito, hai capito?»
«S-sì, ma cosa devo fare?»
«Suonare! Niente di meno, niente di più... scegli il brano che ti è più congeniale, ma se vuoi ascoltare il mio consiglio, visto che durante la missione del tuo antenato ha funzionato, suona Il Trillo del Diavolo! Capirai cosa fare nel momento in cui inizierai a suonare! Credi in te, Nicoletta, credi nella musica che scaturisce dal tuo cuore!»
La ragazza a quelle parole annuisce, ma è ancora timorosa, non sapendo bene a cosa stia andando incontro.
All'improvviso scocca la mezzanotte e le pare che il mondo e il tempo si blocchino in un'istante che dura un'eternità... poi la realtà inizia a scomparire e chiude gli occhi portando a sé il violino.
Quando le prime note iniziano a diffondersi intorno, Nicoletta ha la sensazione che la musica prenda una forma dapprima sfilacciata per poi agglomerarsi in un corpo potente che ha la capacità di controllare e direzionare a suo piacimento grazie alla melodia. Dopo qualche istante inizia a percepire anche le immagini della nuova realtà che la circonda. Non vede attraverso gli occhi fisici, ma una miriade di immagini da angolazioni diverse si accalcano velocemente nella sua mente e capisce che osserva quella realtà attraverso le migliaia di occhi del demone Legione. Ora sente che può controllarlo a suo piacimento e più la melodia diventa potente e più il demone acquisisce forza e vigore. E' un solo corpo, ma formato da migliaia di forme, agglomerate in un’unica e potente manifestazione paranormale che danza al suo volere... e presto vede i nemici, i Draugar! Li vede avanzare, percepisce la loro forza sovrumana, la possibilità di ingrandirsi a piacimento o di assumere forme sempre più mostruose che, se avesse tentato di osservare con i propri occhi, l'avrebbero resa folle per il terrore. Ma lei li osserva con occhi di demone, che non temono la follia. Anche gli artigli e le zanne con cui può smembrare i nemici sono di demone, e, con queste armi piegate al suo volere, nessuno dei Draugar può contrastarla! In un selvaggio turbinio di corpi, Legione si lancia con potenza inaudita contro lo schieramento avversario. In un susseguirsi di incessanti attacchi, portando potenti colpi contro l'orda dei Draguar, i nemici esplodono, uno dopo l'altro, in pozze indistinte di colore nero, simile a inchiostro. All'improvviso, quando la musica della ragazza raggiunge l'apice, la frenesia dell'attacco si conclude con un boato assordante, nel momento in cui la massa informe del demone si gonfia come un tornado inghiottendo gli ultimi Draguar rimasti. Ben presto, la danza di Legione termina come era iniziata e le figure demoniache tornano a prendere la forma delle note che aleggiano intorno a Nicoletta. Negli ultimi istanti della melodia, la violinista sorride fra sé e parla:
"Paganini non ripete!"
Quando riapre gli occhi, Nicoletta si ritrova sull'altare e la realtà ha ripreso forma. Di fronte a lei c'è San Nicola che annuisce soddisfatto. Scende a terra e il santo la scorta fuori, oltre i ruderi della vecchia chiesa.
«Sei stata bravissima! La forza della tua musica ha protetto il nostro mondo!»
«Grazie, ma ora, che ne sarà del demone Legione? Devo restituirti il violino?»
«Oh, no, cara, è un dono che ti prego di conservare per tutta la vita. Legione, sarà sempre sotto il tuo controllo, qualora ne avrai bisogno, ovviamente per combattere il male.»
«Un demone sotto il controllo del bene, per combattere il male... in effetti sembra la storia di un manga, ma dubito ci saranno altre occasioni per utilizzare Legione.»
«Beh, il violino usalo per suonare, per quel che riguarda Legione, chissà, cosa ci riserverà il futuro… il male è sempre in agguato!»
I due scendono tra i vicoli del paese deserto.
«C'è una cosa che però non mi ha detto. Qual era la missione che ha affidato al mio antenato?»
«Niente di che... hai presente il faro di Genova? Ebbene, nel faro dimora uno spirito inquieto, che porta il suo stesso nome, LA LANTERNA. Nel 1802 ha dato fuori di testa su una questione e per riportarlo alla ragione, gli ho messo contro il grande compositore Niccolò Paganini e il demone Legione. Fu uno scontro epico! A proposito, anche tu, come il tuo avo, dovresti dare un nome al tuo violino. Hai già in mente qualcosa?»
«Uhm… lo chiamerò... IL CANNONE 2 LA VENDETTA!»
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